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giovedì 15 gennaio 2015

Jezabel - Irène Némirovsky


Gladys Eysenach ha ucciso un uomo.
Gladys Eysenach ha avuto molti amanti.
Gladys Eysenach ha una figlia che ama meno di quanto ami sé stessa.
Gladys Eysenach è bellissima.
Gladys Eysenach è una donna crudele.
Gladys Eysenach è il desiderio di ogni uomo.

Scritta nera su copertina rosa polvere con foto in bianco e nero: una donna di cui non si vede il volto perché ripresa di spalle, ma di cui si può intuire la bellezza. Jezabel.  Nome che pronunciato piano sembra un sussurro sinistro, l'eco dei gesti crudeli, delle intenzioni sconsiderate di Jezabel, personaggio dell'Athalie di Racine su cui è costruito il parallelismo del titolo.
 È il nome del libro che ho scelto stavolta e con cui mi avvicino alla produzione di Irène Némirovsky, scrittrice ebrea francese così prolifica che con i suoi libri ci si potrebbe costruire una piramide.
Eccolo tra gli scaffali pieni di possibili letture un libro di cui non avevo mai sentito parlare ma che con una trama intrigante mi prometteva di essere il libro che stavo cercando.

L'ho letto al rallentatore perché Jezabel è il  tipico libro che leggo dieci pagine per volta, a piccole dosi, come si somministrano le medicine amare. Proprio come per una medicina, sai che può farti bene e male allo stesso tempo. È un libro bello per certi versi, brutto per altri. A tratti ti piace, a tratti ti annoia. È un libro dalle prime e ultime volte, il libro che compri, leggi, riponi, dimentichi.

La Némirovsky ha preso una donna e ne ha fatto la più terribile delle creature, la più detestabile delle protagoniste. Non ha avuto pietà per lei, scrivendone, né ha fatto in modo che lettori ma soprattutto lettrici potessero provarne leggendone. E come si potrebbe? Chi proverebbe a immedesimarsi in un individuo che sembra aver venduto ogni pezzo di anima per una decina d'anni in meno, che non è capace di empatia né di qualsiasi altra forma di umana comprensione? Una donna, bella come tutte le donne vorrebbero essere, come la donna che tutti gli uomini desiderano al proprio fianco, così consapevole di esserlo da risultare pericolosa per sé stessa e per gli altri. Una donna reale, non soltanto una creazione letteraria. Jezabel, Gladys sono ritratti scanzonati di donne diverse che appartengono allo stesso prototipo di donna, ossessionata dalla propria bellezza, inebriata dal proprio potere di seduzione, conquistatrice quasi mai conquistata.
Scrittura scorrevole e leggibile, guarnita ogni tanto da frasi come questa:

"Gli anni erano passati per Gladys con la rapidità dei sogni. E a mano a mano che invecchiava, sembravano ancora più lievi, le parevano essere volati via ancora più in fretta."


"Una donna entrò nella gabbia degli imputati. Nonostante il pallore, nonostante l'aria stanca e stravolta, era ancora bella; solo le palpebre, di forma squisita, erano sciupate dalle lacrime e la bocca aveva una piega amara, ma la donna sembrava giovane. I capelli erano nascosti dal cappello nero.
Con un gesto automatico si portò le mani al collo, cercando, probabilmente, le perle del lungo sautoir che lo ornavano un tempo, ma il collo era nudo; le mani esitarono; con un movimento lento e desolato lei si torse le dita e dal pubblico trepidante che seguiva con lo sguardo ogni suo minimo gesto si levò un sordo mormorio."

Voto:
Tre stelline e mezzo per lo stile, per l'inizio che fa presumere che ci sia qualcosa da scoprire, per il finale che conferma questa ipotesi riscattando il romanzo dalla piattezza della storia.

2 commenti:

  1. Della Némirovsky ho letto solo David Golder per ora. La valutazione è simile a quella che tu hai dato a questo libro... In realtà mi aspettavo un po' di più per colpa della quarta di copertina firmata da Pietro Citati, che parlava di un odio urlato ed esasperato, che però ho trovato un po' sottotono.
    Anche qui ho percepito l'incostanza nella scrittura di cui parli.

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    Risposte
    1. ciao :) penso che della Némirovsky valga la pena di leggere Suite francese, ma chissà perché poi scelsi questo Jezabel invece di comprare la sua opera più famosa. Forse perché cercavo una lettura breve...in ogni caso spero di ricredermi con Suite francese.
      Grazie per il commento ;)

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