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lunedì 26 gennaio 2015

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo di Audrey Niffenegger


Sinossi: Clare e Henry si conoscono da sempre. Il destino ha fatto in modo che ciò accadesse, li ha legati per sempre oltre il tempo, oltre ogni barriera, oltre la terribile malattia di Henry che lo costringe a saltare da un'epoca all'altra, senza intenzionalità o preavviso, semplicemente perché è così che deve andare. È così che è stato deciso e trasmesso dentro di lui, nell'anomalia di un gene mutato. Eppure ciò non impedisce a Henry di riempire ogni attimo della vita di Clare, sia quando è presente che quando non c'è. 

Incipit: "Clare: È dura rimanere indietro. Aspetto Henry senza sapere dov'è e se sta bene. È dura essere quella che rimane. 
Mi tengo occupata così il tempo passa più veloce. 
Vado a dormire da sola e mi sveglio da sola. Faccio passeggiate. Lavoro fino a stancarmi. Osservo il vento giocare con la robaccia rimasta sepolta tutto l'inverno sotto la neve. Finché non ci si pensa sembra semplice. Perché l'assenza intensifica l'amore? 
Tanto tempo fa quando gli uomini andavano per mare, le donne li aspettavano sulla spiaggia, scrutavano l'orizzonte in cerca della piccola imbarcazione. Adesso io aspetto Henry. Lui scompare senza preavviso e involontariamente. Io lo aspetto. Ogni minuto d'attesa dura un anno, un'eternità. Ogni minuto scorre lento, trasparente come vetro. Attraverso ogni minuto vedo un'infinità di minuti in fila, in attesa. Perché se ne va dove io non posso seguirlo?"


La mia esperienza con questo libro ha prodotto decine di momenti in cui mi sentivo sopraffatta dalla potenza della scrittura della Niffenegger e dalla bellezza della storia, momenti in cui pensavo che sarebbe stato difficile, qui sul blog, descrivere esattamente quanto mi è piaciuto questo romanzo, il misto di trepidante esultanza e di triste dolcezza, la sensazione che il tuo cuore stia per essere svuotato e poi riempito di nuovo con emozioni più dense e pesanti. Ci si sente inermi e spezzati a sapere che il tempo è solo un'infinita collezione di eventi che non possono essere evitati, ma solo rivissuti o riguardati, senza poter fare assolutamente nulla per cambiare delle cose che hanno già deciso dove andare, e tu andrai con loro.


Immensa e smisurata come la vita questa storia mi ha guarita almeno temporaneamente dal fastidioso senso di incompletezza che mi porto dietro come eredità dalle ultime letture. Questo libro no, questo libro è completo, non c'è niente di superfluo o inutile per me, ogni evento ha un senso da solo o in quanto parte di una catena di eventi che si incastrano tra di loro e, anche se slegati temporalmente, riproducono il quadro complessivo, la storia stramba di un malinteso genetico che trasporta lettori e protagonisti in giro per il tempo, a sospettare l'inevitabile, a pregare che la fine non arrivi mai.

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