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venerdì 30 gennaio 2015

Zia Antonia sapeva di menta - Andrea Vitali


Il mondo della zia Antonia si è improvvisamente ristretto. È diventato piccolo come una camera in una casa per anziani, dove zia Antonia trascorre quel che le resta della vecchiaia, sonnecchiando indolente sotto un manto di coperte e dentro una coltre di odori contrastanti, perché da qualche giorno nella stanza si sente un forte odore di aglio e il piacevole profumo di menta delle caramelle che la zia Antonia mastica in quantità non è più che una soffice nuvoletta, il segno di una bontà che sta svanendo nella scia pestifera di intenzioni più grandi e meschine.

Ma dove viene questo odore di aglio? È quello che cercheranno di capire suor Speranza e il dottor Aloisio Fastelli impiegando ogni mezzo per rinvenirne la fonte. Che sia una visita inaspettata da un parente redivivo dall'indifferenza, forse? Molto probabile perché la zia Antonia non è completamente viva né completamente morta eppure è, ora, più preziosa che mai.


“Invisibile ma presente.
Inconfondibile. Solo lui era così.
E sembrava impossibile che fosse lì dentro.
Eppure...
Entrato nella stanza, Ernesto Cervicati si era improvvisamente fermato davanti a quel muro fantasma, ma dotato di una sua solidità. Aveva annusato. Una, due, tre volte, tirando su discretamente con il naso.
Non c'era da sbagliarsi, era odore di aglio.”

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C'è un piccolo segreto nascosto tra queste pagine, si intravede a tratti, tra le righe, come il miraggio di una scoperta imbarazzante. Alcune cose sono così, non si possono dire a voce alta, devono rimanere confessioni sottovoce, confidenze non richieste ma ugualmente ambite da chi quei segreti non li conosce. Solo pochi sono i fortunati che ne vengono messi a parte, ma non è così scontato che si tratti di fortuna. Quando un'ultraottantenne che ha tutta l'aria di stare per morire decide di esaurire le sue ultime forze in un ostinato sciopero della fame per una segretissima quanto valida ragione, qualcuno è costretto a farsi carico a sua volta del segreto per custodirlo preziosamente.
Andrea Vitali sa tenere bene i fili del gioco, tenderli e allentarli al momento giusto, come un abile romanziere che conosca bene i mezzi per conquistarsi la stima e la fiducia del lettore.
Ho letto il libro con la solita paura del primo incontro, paura che da pesante come un fardello si è fatta sottile come una linea di fumo, già dopo le prime frasi. La storia ha il garbo delle cose semplici e la scrittura è ricca, brillante e ironica, senza tentennamenti o momenti di noia. Il tempo scorre veloce e la fine arriva presto, tanto presto da rendere subito indispensabile un altro Vitali, un'altra iniezione vitale di ironia e buonumore.

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