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martedì 18 novembre 2014

La felicità delle piccole cose - Caroline Vermalle


Titolo: La felicità delle piccole cose
Autore: Caroline Vermalle
Editore: Feltrinelli
Pagine: 218
Prezzo: 15.00

Incipit
A Parigi la neve cadeva sulle rive della Senna, e due giovani donne osservavano i fiocchi volteggiare nell'aria. Il vetro freddo della finestra all'ultimo piano di un palazzo sull'Ile Saint-Louis era appannato in due punti. Su uno era stampato il bacio di Pétronille, venticinque anni. I boccoli castani le arrivavano alle spalle, e si tirava continuamente un lembo del cardigan che le disegnava le forme. L'altro punto appannato tremolava a ogni sospiro della sorella maggiore di Pétronille, Dorothée. Aveva trentun anni, era bionda e slanciata e i luminosi occhi azzurri esprimevano determinazione."

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A Parigi nevica, come non nevica da tanti, troppi anni. I fiocchi di neve volteggiano nella tempesta, insieme ai sogni perduti della gente. La felicità delle piccole cose per chi non ha la voglia o il coraggio di afferrarle, si scioglie come si scioglie la neve.
Eppure la vita non si arrende, continuamente ci pone di fronte a nuove sfide come davanti a uno specchio in cui siamo costretti a osservare noi stessi, a rintracciare la nostra vera essenza in quello che stentiamo a riconoscere come il nostro riflesso.
E allora può succedere qualsiasi cosa. Può succedere di ritrovarsi perduti dentro a una tempesta senza sapere quale direzione prendere, perché all'improvviso sembra non esserci più nessuna direzione. Allora l'unica cosa da fare è partire alla ricerca della felicità in una caccia al tesoro in cui il tesoro è la mappa stessa, il percorso che tracciamo per trovarlo, incontrando tappa dopo tappa quelle piccole cose di cui avevamo dimenticato l'esistenza  e che alimentano la nostra felicità e rappresentano i nostri desideri più profondi.

È così che i protagonisti di questo romanzo diventano felici, mentre costruiscono pagina dopo pagina la loro personale mappa del tesoro. Alla fine del romanzo non sono più gli stessi. Frédéric e Pétronille sono l'esempio di come il fallimento rappresenti soltanto la fine delle nostre illusioni e l'inizio della vita vera, quella che fa per noi, quella in cui possiamo essere finalmente sinceri, con noi stessi e con gli altri. Fare spazio all'amore, per noi stessi e per gli altri.
Che sia una pasticceria o una galleria d'arte, le vie che sceglie la vita per spingerci a inseguire le nostre passioni sono infinite e tutte bellissime. Alla fine tutti i personaggi trovano quello di cui hanno bisogno, fanno pace col passato e si preparano a incontrare il futuro.
Nel frattempo noi lettori respiriamo l'aria parigina tra un viaggio in treno e una gita in barca, passando per Giverny e il Musee d'Orsay, inseguendo indizi misteriosi al seguito di altrettanto misteriosi personaggi, anime scalfite dalla vita che lottano per rimandare il momento dell'ultimo respiro. Ernest, Gilles, Bertrand, Maurice il fantomatico Fabrice Nile sono i personaggi buoni, i re di questa storia. È a loro che questa storia deve il lieto fine.

Lettura perfetta in questo periodo, se si cerca qualcosa di leggero e delicato. Soltanto penso che non fosse necessario quel colpo di scena finale, così ricercato e se vogliamo anche un po' incredibile. Alcuni aspetti della storia rimangono sospesi nel nulla a vantaggio di alcuni dettagli che sembrano non portare da nessuna parte. Ma in fondo è una storia semplice, una storia per quei giorni in cui non ci sia spazio per storie tristi e pesanti, ma soltanto per le piccole cose, quelle che rendono felici.

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